"Costruire una dialettica basata sulla responsabilità, non sull’autocertificazione". Questo il compito affidato ai settimanali cattolici dal sociologo Italo De Sandre, intervenuto questo pomeriggio al Convegno della Fisc. "Oggi viviamo in un incrocio di monologhi. in cui ciascuno certifica ciò che sta dicendo. Tanti dicono le proprie opinioni senza dire le ragioni di quel che dicono". Una logica, quella "dell’autocertificazione della propria opinione", che per il relatore è la spia "dell’individualismo estremo", e alla quale bisogna rispondere partendo dalla consapevolezza che "il metodo del dialogo serio consiste nella disponibilità a dire le mie ragioni, chiedendo però all’altro di fare altrettanto". No, dunque, alla logica del "talk show" o dello "spot", sì invece alla capacità di "argomentare in pubblico la pragmatica della responsabilità". Altro compito proprio dei settimanali cattolici, per De Sandre, è quello di essere "minoranza attiva", che chiede “responsabilità comunicativa" e un’informazione "capace di rispondere alle incertezze della gente".