EUTANASIA: MELAZZINI (PRIMARIO OSPEDALIERO), "FA PIÙ CLAMORE IL DIRITTO A MORIRE CHE QUELLO A VIVERE"

"La richiesta di eutanasia ed eventualmente la scelta della società di cedere su questo fronte è puro egoismo. È la risposta più facile e più sbagliata perché i malati vanno aiutati a vivere e questo è possibile solo attraverso un’assistenza adeguata e dignitosa". Così Mario Melazzini, primario ospedaliero e presidente dell’Aisla, l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica che rappresenta i pazienti affetti da questa malattia, nel corso del XXVI Convegno nazionale dei Centri di aiuto alla vita, chiusosi ieri a Bari. Parlando di Piergiorgio Welby e della sua richiesta pubblica di staccare le macchine che lo tengono in vita, Melazzini, che da quattro anni è affetto da sclerosi laterale amiotrofica, ha reclamato il suo "diritto a vivere" nonostante la malattia. "Nella nostra società – ha detto – fa più clamore il diritto a morire che quello a vivere. Un’accoglienza del malato e della sua sofferenza alla società inevitabilmente costa. L’impegno di chi lavora per il diritto alla vita diventa allora quello di fare del tutto perché quel costo non diventi mai un peso e che la società nel suo insieme non dimentichi mai che la vita è un dono, e che vale la pena di viverlo fino in fondo".