"Mi aspetto che la Dichiarazione di Berlino", che sarà approvata dai capi di Stato e di governo dell’Ue il 25 marzo 2007, "sia succinta ed eloquente per rilanciare il dibattito sul futuro del Trattato costituzionale e dell’intero processo di integrazione". Bertie Ahern, premier irlandese, invitato dal Parlamento europeo, ha esposto oggi pomeriggio a Bruxelles la propria "idea sul cammino dell’Europa". Parlando in gaelico (per la prima volta e in linea sperimentale tale lingua è stata introdotta tra quelle ufficiali dell’Ue, aggiungendosi alle altre 20), Ahern ha affermato che "ci sono diverse sfide sotterranee che dobbiamo affrontare per proseguire quanto è stato fatto in 50 anni di vita della Comunità". Fra queste, il politico irlandese ha elencato "la competitività, che richiede investimenti, ricerca e la costruzione di un mercato senza barriere"; "il rinnovamento del modello sociale europeo", rafforzando coesione sociale e occupazione; la tutela dell’ambiente; la disponibilità di un bilancio adeguato per realizzare tutte le politiche comuni; "il perseguimento degli interessi dei cittadini, i quali si attendono risultati concreti da questa Europa". Ahern ha infine affermato: "La Carta costituzionale può essere modificata, senza inficiarne l’impianto fondamentale".