Dopo aver ricordato le nuove "scienze umane" alle quali nell’Università Gregoriana da alcuni decenni sono stati avviati facoltà e corsi (psicologia, scienze sociali e comunicazione sociale), Benedetto XVI ha affermato che "proprio perché tali scienze riguardano l’uomo non possono prescindere dal riferimento a Dio. Infatti, l’uomo, sia nella sua interiorità che nella sua esteriorità, non può essere pienamente compreso se non lo si riconosce aperto alla trascendenza". Ha poi ulteriormente approfondito tale riflessione, affermando che "il destino dell’uomo senza il suo riferimento a Dio non può che essere la desolazione dell’angoscia che conduce alla disperazione. Solo in riferimento al Dio-Amore, che si è rivelato in Gesù Cristo, l’uomo può trovare il senso della sua esistenza e vivere nella speranza, pur nell’esperienza dei mali che feriscono la sua esistenza personale e la società in cui vive". (segue)