TESTAMENTO BIOLOGICO: MEDICINA E MORALE, EVITARE CHE SI TRASFORMI IN "FORME PALESI O OCCULTE DI EUTANASIA"

L’eventuale introduzione del "testamento biologico" (indicato anche con l’espressione "direttive anticipate di trattamento") comporta "evidenti aspetti positivi, insieme ad alcuni rischi interpretativi da evitare con cura e determinazione". E’ quanto scrivono Elio Sgreccia e Angelo Fiori, direttori di "Medicina e morale", sul prossimo numero (5/2006)della stessa rivista internazionale di bioetica dell’Università Cattolica di Roma, alla vigilia della ripresa delle audizioni in Commissione Igiene e Sanità del Senato sul tema del testamento biologico. "Prolungare in qualche modo" l’alleanza terapeutica tra medico e paziente, evitare l’accanimento terapeutico, "garantirsi" cure o terapie efficaci, anche nel caso di "interventi sperimentali o particolarmente gravosi o suscettibili di grave rischio": questi gli "aspetti positivi" del testamento biologico, che per gli esperti va però preservato da alcune "storture" che "lo renderebbero del tutto inaccettabile, per lo meno dal punto di vista morale": "Innanzitutto – puntualizzano Sgreccia e Fiori – va verificata l’assenza formale e sostanziale di indicazioni che possano introdurre, magari surrettiziamente, forme palesi o occulte di eutanasia; valgano per questa evenienza le considerazioni negative già fatte sul tema" (segue).