Al termine il “Grande Ingresso”, prosegue padre Marchianò, "i doni vengono presi dall’altare laterale sinistro e in processione vengono portati sull’altare maggiore. Dopo il Credo inizia subito la preghiera eucaristica, quella che in Occidente è chiamata ‘canone’ e che viene chiamata ‘anofora’ cioè offerta. Essa rappresenta una preghiera di ringraziamento a Dio". Segue l’inno angelico dei serafini, si ricorda la volontà salvifica di Dio e la notte in cui fu tradito seguita dalle parole della consacrazione. Subito dopo una solenne preghiera allo Spirito Santo perché trasformi i doni in corpo e sangue di Cristo. "Poi aggiunge padre Amedeo – un bellissimo inno alla Madre di Dio e il Padre Nostro seguito dalla comunione durante la quale viene distribuita la santa Eucaristia nelle due specie prendendo il pane dal calice con un cucchiaino. Alla fine la benedizione e un inno di ringraziamento al quale il Popolo risponde ‘Abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio, abbiamo trovato la vera fede, poiché la Santissima Trinità ci ha salvati’. Dunque una salvezza che è stata compiuta e che si compie nella celebrazione della santa Eucaristia".