Pubblichiamo una nota a firma di padre Ruben Tierrablanca, della fraternità ecumenica di Istanbul.
L’incontro del Papa Benedetto XVI con il Patriarca ecumenico della Chiesa Ortodossa Bartolomeo I nella basilica di San Giorgio ad Istanbul marca un punto d’arrivo, nella festa liturgica di Sant’Andrea, fratello di Simon Pietro e patrono del Patriarcato di Costantinopoli, e si annuncia come giornata storica e punto di partenza nel dialogo ecumenico tra le due Chiese . Nel 1967, Paolo VI rendeva visita al Patriarca Atenagoras. Ora dopo una strada quaresimale (di quasi 40 anni) di lavoro costante e di purificazione, coltivando senza risparmiare sforzi in tutto il pontificato di Giovanni Paolo II, oggi ci si incontra in un abbraccio di sincero affetto fraterno: “Benvenuto, carissimo Fratello”, con queste parole il Patriarca ha salutato il Papa. E’ quindi un incontro di famiglia: Pietro e Andrea, Roma e Costantinopoli, Occidente e Oriente. Per chi ha vissuto da vicino il cammino ecumenico tra le due Chiese, non solo desidera continuare, ma troverà uno sviluppo naturale e vivrà con animo fiducioso questa solenne e affettuosa giornata che si è aperta ieri, vigilia di Sant’Andrea. Ieri sera, al Fanar, a conclusione della preghiera e dei discorsi, il Papa ha benedetto l’assemblea in latino, subito dopo il Patriarca l’ha fatto in greco … e in segno di comunione nella carità tutti e due hanno ripetuto insieme il gesto sui presenti, ormai senza distinzione nel tempo. Se non ci sono più excomuniche, se si vive nella carità, se nel dono delle reliquie di San Giovanni Crisostomo e San Gregorio il Teologo si coltiva la comunione dei Santi, se abbiamo una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre (Ef 4, 5-6), che cosa ci manca (Mt. 19,20) per raggiungere la piena comunione o quale dovrà essere il seguente passo? La giornata di oggi ce lo ha indicato con la firma della Dichiarazione congiunta.