Tra i richiami che la Commissione ha rivolto alla Turchia nel rapporto sull’ampliamento, si afferma: "Oltre che per garantire la libertà di espressione, sforzi ulteriori devono essere fatti per rafforzare la libertà di religione, i diritti delle donne e dei sindacati". Obiezioni, peraltro già sollevate in passato, sono emerse a proposito della situazione del popolo curdo e del rischio di un controllo dei militari sulla vita politica del paese. Secondo la Commissione, "la libertà di culto continua a essere generalmente rispettata", benché non si riscontrano "progressi sulle difficoltà incontrate dalle comunità religiose non islamiche". Per il commissario all’allargamento, Olli Rehn, "con la Turchia occorre essere equi ma risoluti. Equi per mostrare che per ogni paese candidato c’è la possibilità di fare ingresso nell’Unione; risoluti affinché Ankara sia rigorosa nel realizzare quelle riforme che la possono avvicinare all’Europa". Sui futuri allargamenti dei confini comunitari, Rehn ha spiegato: "È anzitutto necessario verificare la capacità di assorbimento dell’Ue. Per questo bisogna provvedere al più presto a riforme istituzionali" per far funzionare una Unione con 27 e più Stati aderenti.