"Se non c’è partecipazione di tutta la base della società civile ai negoziati non potrà mai esserci la pace in Sudan". Così Mudawi Ibrahim Adam, responsabile di "Sudan develompment organisation", una ong attiva in diverse regioni del Sudan, stamattina a Roma, alla conferenza stampa di presentazione del libro "Scommessa Sudan: la sfida della pace dopo mezzo secolo di guerra". Il lavoro raccoglie contribuiti di leader sudanesi, attivisti e personalità, da tempo impegnati per costruire un Sudan multietnico, ed è curato da "Campagna Sudan: una pace da costruire", attiva dal ’95 per monitorare il processo di pace nel Paese e formata da diverse espressioni della società civile italiana tra cui Caritas italiana, Mani tese e Pax Christi. "Il Cpa (Comprehensive peace agreement), l’accordo di pace firmato nel 2005 tra il governo del Sudan e i ribelli dello Splm (Sudanese’s people liberation movement), e il recente accordo di pace in Darfur spiega Mudawi – sono stati negoziati da gruppi ben definiti non coinvolgendo tutte le parti in causa nel conflitto. C’è bisogno invece di un approccio globale alla questione sudanese. Non bastano per la pace approcci regionali che portano soluzioni in una sola zona, senza dare una soluzione globale al problema".