Il demografo Lutz, riportando i risultati di uno studio pubblicato su una rivista scientifica qualche settimana fa, ha presentato quindi i dati sul “sentimento di identità ” dei cittadini: ai primi posti tra i Paesi che si riconoscono l’identità “multipla” il Lussemburgo (78 per cento) e l’Italia (72 per cento), fanalini di coda la Finlandia e il Regno Unito (42 per cento). Ovviamente tra i giovani l’identità europea è più sentita (coinvolge invece solo un terzo degli anziani), per cui questo produrrà in futuro “una incoraggiante crescita dell’identità europea che avrà conseguenze sulla futura integrazione”. I lavori proseguono nel pomeriggio in quattro gruppi paralleli su temi quali l’educazione civica, la comunicazione tra cittadini e istituzioni e tra i cittadini, l’era di internet. Le proposte che ne seguiranno saranno presentate domani a Margot Wallstrom, vicepresidente della Commissione europea, che trarrà le conclusioni. Tra gli eventi paralleli in programma, anche un incontro di vignettisti che disegneranno il processo di integrazione europea dal proprio punto di vista.