“La Corte ha messo la prima pietra di una consolidata resistenza costituzionale che non potrà più essere ignorata”. Così Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, commenta la motivazione dell’ordinanza della Consulta che ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata dal tribunale di Cagliari sul divieto di diagnosi pre impianto degli embrioni contenuto nella legge 40 sulla procreazione artificiale. Secondo il dispositivo del provvedimento, tale divieto “sarebbe desumibile” non solo dall’art. 13, ma “anche da altri articoli della legge non impugnati” ed “è coerente con i criteri ispiratori di essa”. “Se la Corte avesse voluto annullare l’articolo 13 – spiega oggi il presidente Mpv in una nota – avrebbe semplicemente potuto annullare anche le altre disposizioni collegate. Non averlo fatto significa implicitamente non che era nell’impossibilità di farlo, ma che non ha voluto ritenerle incostituzionali". “Chi all’epoca dell’approvazione della legge e del successivo referendum proclamava la incostituzionalità della legge è servito. Ed è servito anche – conclude Casini – chi medita altri processi su tutta o parte della legge 40”.