“Ogni persona dovrebbe poter esercitare il proprio diritto alla protezione, così come stabilito in molti accordi internazionali”. Lo ha detto l’arcivescovo Celestino Migliore, osservatore permanente della santa Sede presso l’Onu, intervenuto ieri sera al Terzo comitato della 61ªsessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Al centro dei lavori, il Rapporto dell’Alto commissario Onu per i rifugiati. Pur esprimendo apprezzamento per l’adozione della “Conclusione sulle donne e le ragazze a rischio”, oltre ad altri provvedimenti in materia, mons. Migliore ha affermato: “La protezione richiede ben più che un buon quadro giuridico: cooperazione e volontà politica sono egualmente necessari per far funzionare adeguatamente questo quadro”. Purtroppo, ha proseguito, “si sta diffondendo un certo deterioramento del concetto giuridico di asilo, giacché alcuni Stati preferiscono la legislazione nazionale o gli accordi bilaterali piuttosto che la legislazione internazionale in materia”. Mons. Migliore ha rimarcato che “anche l’accesso all’asilo è divenuto” per diversi motivi “più difficile”, e che “i relativi programmi sono sottofinanziati”, mons. Migliore ha concluso: “Una soluzione permanente al problema dei rifugiati”.