L’indulto ha ricondotto le carceri italiane "al di sotto della soglia della capienza massima", con una popolazione di 38.326 detenuti al 30 settembre. Lo rileva il 40° rapporto annuale Censis sulla situazione del Paese. "Al 31 luglio 2006 riporta risultavano presenti nelle carceri 60.710 detenuti, a fronte di una capienza massima di 43.233 unità". Di questi 38.134, pari al 62,8%, erano condannati, 1.251 internati, gli altri imputati in attesa di giudizio. Gli stranieri "erano 20.088, pari al 33,1% della popolazione carceraria". Dopo il provvedimento restano in carcere 15.950 condannati con sentenza definitiva (41,8% del totale); diminuiscono i detenuti per reati contro il patrimonio, mentre gli stranieri "pur essendo fortemente diminuiti in valore assoluto (12.369) rappresentano comunque il 32,3% del totale". Il rapporto segnala l’"insoddisfazione presente all’interno del corpo sociale" riguardo al provvedimento di clemenza, dovuta in parte al fatto che "al momento dell’apertura dei cancelli delle carceri le amministrazioni coinvolte si sono fatte trovare impreparate, e i progetti di reinserimento sociale sono partiti con forte ritardo e non sono stati coordinati in maniera efficace a livello centrale".