Si è conclusa positivamente "la fase dell’accoglienza e della prima integrazione dei migranti", secondo il 40° rapporto annuale Censis sulla situazione del Paese, presentato oggi a Roma, ma ora occorre accompagnarli nella "fase due". Finora gli immigrati hanno avuto la capacità "di fare proprio il modello di sviluppo italiano: un modello fatto di responsabilizzazione individuale, di flessibilità, di lavoro autonomo e di sommerso, che li ha resi indispensabili alle famiglie nei servizi di cura alla persona, creatori di piccole imprese e operai capaci di spostarsi sul territorio assecondando le esigenze del mercato del lavoro". Ora però, annota il Censis, è "giunto il momento del passaggio alla fase successiva, in cui gli immigrati che si fermano in Italia decideranno se fare proprio il modello di convivenza sociale che gli proponiamo". Per questo "è fondamentale che vengano messe in campo delle politiche che favoriscano l’iter di stabilizzazione, adottando provvedimenti tesi a facilitare l’ingresso e la permanenza di chi viene in Italia per vivere onestamente". Un ruolo di primo piano spetta poi alle "singole realtà locali, onde evitare che si creino le comunità separate e gli scontri di civiltà virulenti che hanno attraversato altri Paesi europei".