"Il mondo si è impegnato a fermare l’Aids entro il 2015, ma la malattia si sta ancora diffondendo in moltissimi paesi". In una dichiarazione rilasciata in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids che cade oggi, René van der Linden, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, spiega: "Combattere l’Hiv/Aids non significa soltanto trovare soluzioni mediche, bensì anche mettere fine ai pregiudizi. Troppe persone considerano l’Aids come una malattia degli altri, degli stranieri, causando discriminazione". Questo atteggiamento "deve cambiare, non soltanto perché ingiusto nei confronti di chi soffre, ma anche perché mina l’efficacia della nostra risposta". L’Assemblea CdE discuterà a gennaio alcuni rapporti sulla malattia: "In qualità di parlamentari aggiunge Van der Linden -, tracceremo la strada da seguire per mettere fine ai pregiudizi, aiutare le vittime e mantenere la promessa di fermare la malattia in dieci anni. Spero che i politici europei ci ascolteranno".