"I giovani vedono ancora la famiglia come modello di riferimento. Essa, nel loro immaginario, al di là delle esperienze personali, deve essere formata da marito, moglie e figli". È una delle conclusioni che emerge dalla ricerca effettuata dall’Iref, istituto di studio delle Acli all’interno del progetto "T.Y.R. The Youngsters’ Reply. Comparison of different parental models" (La replica dei giovanissimi. Confronto tra i differenti modelli parentali), finanziato dalla Commissione Europea, che sarà presentato stamattina a Napoli, nel corso della Conferenza organizzativa e programmatica delle Acli della Campania. La ricerca è stata effettuata con la collaborazione delle scuole pubbliche in Italia Spagna, Portogallo, Grecia. Secondo gli studenti, in assenza di un marito, una moglie e dei figli, "non si può parlare di famiglia". Dalla ricerca emerge chiaramente che "gli ingredienti principali per raggiungere un sano sviluppo psichico e fisico dei ragazzi sono la "sinergia" e la "cooperazione" tra madre e padre. Tuttavia il compito educativo genitore non può essere assolto adottando un rapporto di amicizia con la prole: insomma, i giovani ritengono che "il genitore amico è devastante", perché genera nel figlio confusione e disorientamento.