Solo "ponendo la prospettiva ecumenica al primo posto delle nostre preoccupazioni ecclesiali vivremo realmente secondo lo Spirito di Gesù, al servizio del bene di tutti". A rinnovare l’appello fatto nella chiesa di San Giorgio al Fanar, il 30 novembre del 1979, da Giovanni Paolo II è stato oggi Benedetto XVI, nella messa conclusiva del suo viaggio in Turchia, celebrata nella cattedrale dello Spirito Santo in Istanbul. "Ventisette anni fa, in questa stessa cattedrale, il mio predecessore il Servo di Dio Giovanni Paolo II auspicava che l’alba del nuovo millennio potesse ‘sorgere su una Chiesa che ha ritrovato la sua piena unità, per meglio testimoniare, in mezzo alle esacerbate tensioni del mondo, il trascendente amore di Dio, manifestato nel Figlio Gesù Cristo’", ha ricordato il Santo Padre. "Questo auspicio ha puntualizzato – non si è ancora realizzato, ma il desiderio del Papa è sempre lo stesso e ci spinge, noi tutti discepoli di Cristo che avanziamo con le nostre lentezze e le nostre povertà sul cammino che conduce all’unità, ad agire incessantemente ‘in vista del bene di tutti, ponendo la prospettiva ecumenica al primo posto delle nostre preoccupazioni ecclesiali".