PAPA IN TURCHIA: QUARTO GIORNO; NOTA

Pubblichiamo una nota SIR a firma di padre Ruben Tierrablanca, della fraternità ecumenica di Istanbul.

Nella splendida cornice della Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo celebrata nella basilica patriarcale di San Giorgio al Fanar, in occasione della Festa di Sant’Andrea apostolo, i pastori delle Chiese Sorelle di Roma e Costantinopoli hanno rinnovato il comune impegno per proseguire la stradea del dialogo verso l’auspicata unità di tutti i credenti in Cristo. "Le divisioni esistenti tra i cristiani sono uno scandalo per il mondo ed un ostacolo per la proclamazione del Vangelo”, ha detto Benedetto XVI nel suo discorso a conclusione della liturgia. Da parte sua il Patriarca Bartolomeo I aveva affermato: “Con molta tristezza confessiamo che non possiamo celebrare ancora insieme i Santi Misteri e preghiamo che venga il giorno in cui questa unità sacramentale possa compiersi pienamente”. In questo modo l’impegno ecumenico da proseguire sarà improntato in una “Eucaristia della vita”, cioè riconoscendo la divisione vissuta durante un millennio e confessando che la divisione è un male vissuto con tristezza che va superato in uno sforzo comune, costante e senza tentennamenti. La fedeltà a Gesù Cristo, unico fondamento della Chiesa, e al suo Vangelo, il cammino verso l’unità ci trova dentro il suo cuore e uniti nella sua preghiera: “ut unum sint”, che tutti siano uno, come io in te e tu in me, Padre (Gv. 17,21). Questi incontri dunque non sono solo un gesto di cortesia, ha affermato Benedetto XVI nella sua visita al Patriarcato della Chiesa armena apostolica, sono un segno di speranza condivisa. Le apprensioni e le diffidenze appartengono ormai al passato. Personalmente ho vissuto due ore di attesa al Patriarcato armeno e gli ultimi venti minuti insieme a Sua Beatitudine Mesrob II ed altri prelati della Chiesa Sorella in un clima di gioiosa amicizia. Avendo salutato il Sommo Pontefice dicevo poi agli amici: ho salutato un uomo semplice e felice. Infatti, nel suo volto traspariva la grazia dell’incontro fraterno, la forza della fede, la speranza condivisa e allargata ai confini della terra e della storia.