"Anche se è stato da molti definito spesso un ‘cardinale antimafia’, il card. Pappalardo non amava questa espressione". Maria Saccone, curatrice dell’Archivio personale dal 1970 a Palermo, ricorda così l’arcivescovo scomparso ieri. "Chiedeva di essere considerato semplicemente ‘un pastore dalla parte dell’uomo, e mai contro’ spiega Saccone – per questo non gli piaceva affatto essere apostrofato come ‘anti’ qualcosa". "Era un vescovo infaticabile, che mai si è trincerato dietro la sua alta carica dice di lui padre Carmelo Cuttitta, che per sei anni è stato il suo segretario particolare anzi amava stare con la gente e si è reso negli anni protagonista di atti di carità intorno ai quali ci ordinava il silenzio e dei quali pochi hanno saputo". Per padre Cuttitta proprio "la sua capacità di relazionarsi amorevolmente con i fedeli" era uno dei tratti distintivi del pastore della Chiesa palermitana, "quello che più colpiva chi lo incontrava e che gli ha guadagnato nel tempo l’affetto indiscusso di quanti abitano la diocesi di Palermo e la Sicilia tutta".