"E’ inutile insistere sui diritti degli immigrati se non si insiste sui doveri. Nella nostra tradizione culturale il diritto al voto lo abbiamo sempre considerato un dovere civico che è dovere morale e interpella la coscienza": così p. Bruno Mioli, consulente della Fondazione Migrantes commenta al Sir la scarsa affluenza alle urne delle comunità straniere di Roma che, ieri, dovevano eleggere il consigliere aggiunto del comune e nei vari municipi della Capitale. Si sono, infatti, recati alle urne meno del 10% degli aventi diritto. ” “Secondo p. Bruno fino a poche settimane fa direttore dell’Ufficio per la Pastorale degli Immigrati in Italia della Migrantes si "continua a reclamare la partecipazione attiva dei migranti alla vita pubblica, non cioè quali oggetti ma soggetti di decisione almeno su quanto riguarda la loro condizione di stranieri".” “"E’ una richiesta seria o è solo retorica?", si chiede il sacerdote: "è il caso di chiederlo questa volta non solo ai politici e agli amministratori civici ma agli immigrati stessi che sembrano quasi aver disertato le urne. E ancora prima la domanda va rivolta a chi ha più diretto contatto con gli immigrati".” “"Il consigliere aggiunto conclude p. Mioli ha un valore molto relativo quanto ad efficacia immediata ma riveste un valore emblematico molto alto perché espressione di una chiara volontà politica di vedere finalmente il cosiddetto straniero cittadino fra i cittadini in una posizione dignitosa nella nostra società.