"Ci sono tante persone come Piergiorgio Welby che soffrono, ma di cui nessuno parla. È chiaro che attraverso il suo caso si vuole ottenere un risultato politico e c’è una evidente strumentalizzazione, ma non ci permettiamo di giudicare Welby, che è un uomo che soffre". Così Angelo Fiori, professore emerito di Medicina legale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della rivista internazionale "Medicina e morale", mentre si attende la decisione della prima sezione del Tribunale civile di Roma sulla richiesta di Welby di interruzione del trattamento sanitario a cui è sottoposto. "Si parla tanto di ‘staccare la spina’ ha osservato Fiori ma cosa significa? Il caso di Terry Schiavo, alla quale ad un certo punto non hanno dato più da mangiare e da bere, ci insegna che ‘staccare la spina’ significa uccidere una persona". In tutto il mondo, aggiunge, "gli esseri viventi hanno bisogno di tre elementi per vivere: l’ossigeno, l’acqua e l’alimentazione. Togliere uno di questi elementi è un atto di soppressione della vita". Ha ragione, quindi, uno dei due medici curanti di Welby ad essersi costituito in giudizio affinché il ricorso del suo paziente sia respinto. "Il medico spiega Fiori si trova in ‘posizione di garanzia’ rispetto alle persone che gli sono affidate". (segue)