"Ho odiato l’ingiustizia e l’iniquità e l’ho combattuta dovunque mi si è rivelata. Ho odiato la menzogna e l’insincerità e le ho combattute dovunque le ho trovate. Ho amato tutti. Non ho alcun nemico. Non c’è stato giorno di questa mia vita, spesso faticosa, in cui non sia stato pienamente e completamente felice. Lo dico con trepidazione e tremore: felice. Sempre". Così Ezio Franceschini, docente di storia della letteratura latina medioevale all’Università Cattolica dal 1938 al 1976, e rettore dell’ateneo dal 1965 al 1968, presentò se stesso nel discorso che fece in occasione del suo collocamento fuori ruolo. Nel centenario della sua nascita (1906), è in corso oggi all’Università Cattolica una Giornata di studio per ricordarne la figura, durante la quale verrà presentato il volume “Per Ezio Franceschini nel centenario della nascita. Ricordi, lettere, profilo”, a cura dei docenti della Cattolica Mirella Ferrari e Pietro Zerbi. Per Franceschini, ricorda Ferrari, “era necessario coniugare il lavoro scientifico con la capacità di godere del creato: da qui il suo amore per la montagna, luogo dell’anima”. “La sua dedizione per il metodo scientifico e la ricerca prosegue la docente – trovava radici in una forte motivazione morale. Ogni ricerca scientifica, essendo ricerca di verità, era per lui ricerca di Dio e apertura all’uomo”.