Dopo aver ricordato che è dovere delle autorità "ascoltare il proprio popolo, cercando le soluzioni più appropriate per rispondere alle situazioni di disagio e povertà", Benedetto XVI ha proseguito il suo discorso ai nuovi diplomatici accreditati presso la Santa Sede, ricordando che "la ricerca della pace, della giustizia e della cordiale intesa tra tutti deve essere uno degli obiettivi prioritari, esigendo dalle persone che esercitano delle responsabilità di essere attenti alla realtà concreta del proprio paese, sforzandosi di eliminare tutto ciò che si opponga all’equità e alla solidarietà, soprattutto la corruzione e la mancanza di condivizione delle risorse". La condizione per questo tipo di azione ha proseguito il Papa è che "le persone che detengono una autorità nella Nazione abbiano il senso costante di considerare il loro impegno politico e sociale come un servizio alle persone e non come la ricerca di benefici per un piccolo numero, a discapito del bene comune".