CRISTIANESIMO-ISLAM: MONS. FORTE (VESCOVO DI CHIETI), "SENZA RECIPROCITÀ NON C’È CONVIVENZA"

Per realizzare un autentico dialogo tra cristiani e musulmani occorre "una duplice garanzia: da una parte, che il rispetto dell’identità di ciascuno valga non solo nei confronti dei nuovi venuti, ma anche nei confronti di chi li accoglie; dall’altra, che il rispetto e la libertà riconosciuti ai fedeli dell’Islam nei nostri paesi siano analogamente riconosciuti ai credenti e ai non credenti nei paesi islamici". E’ quanto scrive mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, in una riflessione prenatalizia dedicata all’"incontro possibile" tra cristianesimo e Islam. "Senza questa reciprocità si avrebbe ragione di dubitare della possibile reale convivenza fra identità al tempo stesso così vicine e così lontane", dichiara il presule, secondo il quale "finché anche un solo fedele musulmano si vedrà condannato a morte e la sua famiglia privata dei diritti civili per il solo fatto di essersi convertito al Vangelo, finché le persecuzioni e le stragi di cristiani continueranno nei paesi islamici, le preoccupazioni sul futuro dell’incontro fra Islam ed Europa sono più che legittime". La sfida, conclude Forte, "è rivolta anzitutto ai credenti musulmani, perché ciò che chiedono in Europa sia garantito e assicurato per tutti nei loro paesi di provenienza".