"Basta uccidere in nome di Dio". Il grido è di mons. Louis Sako, arcivescovo caldeo di Kirkuk, in Iraq, che in questi giorni ospita una piccola delegazione di Pax Christi Italia. "Gli scontri religiosi sono un’offesa a Dio perché prima sono una offesa all’uomo afferma il presule -. La violenza non risolve i problemi, ma fa crescere la cultura della morte. Abbiamo bisogno della cultura della vita e della convivialità". "La storia ci mostra, e dobbiamo imparare dalla storia, che le guerre non hanno mai risolto i problemi, ma hanno sempre aumentato il solco della divisione. Dopo ogni guerra si arriva sempre a dei negoziati per ristabilire la pace". "Perché allora si domanda mons. Sako – non partire subito con il dialogo e il negoziato, invece della guerra? Noi tutti qui abbiamo una grande esperienza negativa della guerra. E non solo noi in Iraq. Bisogna allora lavorare per la riconciliazione". "Cristiani, musulmani, sciiti, sunniti, cattolici, ortodossi: queste diversità devono fare l’armonia e la ricchezza, invece che fare divisioni e problemi. Siamo creati conclude – per vivere non per morire con atti abominevoli".