Sostenere sia l’affido familiare, sia le comunità familiari ed educative, strumenti distinti ciascuno dei quali "è adeguato solo per alcune situazioni specifiche", rendere corresponsabili tutti i soggetti coinvolti nella tutela del minore e non dimenticare la famiglia di origine. Sono gli indirizzi emersi nel corso del convegno "Responsabilità comuni tenutosi ieri a Rimini. Chiudere gli istituti per minori non basta!", tenutosi ieri pomeriggio a Rimini per iniziativa del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca). "Dobbiamo creare un sistema di corresponsabilità che unisca Tribunale dei minori, servizi sociali pubblici, comunità, famiglie affidatarie e famiglie di origine", ha sottolineato il presidente del Cnca, Lucio Babolin. Una rete di relazioni necessaria per "permettere ai minori di perseguire con successo il loro progetto di vita", ricordando che "l’obiettivo fondamentale del lavoro di recupero è il ritorno nella famiglia d’origine". "A tal fine ha precisato è necessario prevedere interventi specifici che rendano le famiglie capaci di ri-assumere al meglio la loro funzione genitoriale, coinvolgendole attivamente anche durante il periodo di allontanamento del figlio".