L’83% delle famiglie in Umbria non è povero ma il 17% o lo è già o rischia di cadere nella povertà. Sono altri dati, forniti dal sociologo Paolo Montesperelli, durante il convegno per il 10° anniversario di fondazione dell’Osservatorio regionale sulle povertà. Cresce ha aggiunto il sociologo – la povertà nelle famiglie che hanno figli minori e che assistono anziani familiari in casa. Montesperelli ha quindi parlato dei casi di povertà estrema nei quali, dal 1997 al 2005, si è registrato un aumento dell’età media da 37 a 42 anni, vi sono più donne che uomini, più immigrati che italiani. "Alle Caritas – ha commentato – arrivano richieste di aiuto per trovare casa, per bollette da pagare. Spesso il crollo nella povertà avviene a causa di fenomeni legati all’usura o alle malattie. Dati Caritas ci dicono che in Umbria sono maggiori i bisogni connessi alla famiglia e quelli legati all’immigrazione. Altra cosa da tenere bene in conto è che le povertà sono mimetiche perché accade che i più poveri non si rivolgono ai servizi mantenendo un’immagine normale". All’incontro sono previsti gli interventi della presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti e dell’arcivescovo delegato per la Caritas, mons. Riccardo Fontana.