"La gioia" che la liturgia della terza Domenica di Avvento "risveglia nei cuori dei cristiani, non è riservata a loro soli: è un annuncio profetico destinato all’umanità intera, in modo particolare ai più poveri, in questo caso ai più poveri di gioia": lo ha detto, ieri mattina, il Papa, prima della recita dell’Angelus, da piazza San Pietro. "Pensiamo – ha aggiunto – ai nostri fratelli e sorelle che, specialmente in Medio Oriente, in alcune zone dell’Africa e in altre parti del mondo vivono il dramma della guerra: quale gioia possono vivere? Come sarà il loro Natale? Pensiamo a tanti ammalati e persone sole che, oltre a essere provati nel fisico, lo sono anche nell’animo, perché non di rado si sentono abbandonati: come condividere con loro la gioia senza mancare di rispetto alla loro sofferenza?". Benedetto XVI ha, quindi, invitato a pensare "anche a coloro specialmente ai giovani che hanno smarrito il senso della vera gioia, e la cercano invano là dove è impossibile trovarla: nell’esasperata corsa verso l’autoaffermazione e il successo, nei falsi divertimenti, nel consumismo, nei momenti di ebbrezza, nei paradisi artificiali della droga e di ogni forma di alienazione". Per il Santo Padre, "non possiamo non mettere a confronto la liturgia di oggi e il suo Rallegratevi! con queste drammatiche realtà". (segue)