BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS: COME SARÀ IL NATALE DI CHI VIVE IL DRAMMA DELLA GUERRA? (2)

"È proprio a chi è nella prova – ha osservato Benedetto XVI – ai feriti della vita ed orfani della gioia che si rivolge in modo privilegiato la Parola del Signore". L’invito alla gioia, dunque, "non è un messaggio alienante, né uno sterile palliativo, ma, al contrario, é profezia di salvezza, appello ad un riscatto che parte dal rinnovamento interiore". Nel saluto dell’arcangelo Gabriele a Maria, "Rallégrati, piena di grazia, il Signore è con te", a giudizio del Papa, "sta il segreto dell’autentico Natale". "Dio – ha sottolineato Benedetto XVI – le ripete alla Chiesa, a ciascuno di noi: Rallegratevi, il Signore è vicino! Con l’aiuto di Maria, offriamo noi stessi, con umiltà e coraggio, perché il mondo accolga Cristo, che è la sorgente della vera gioia". Dopo l’Angelus, il Papa ha rivolto "un saluto speciale ai bambini e ai ragazzi di Roma, venuti con i familiari e gli educatori per la benedizione delle statuette di Gesù Bambino, che porranno nei presepi delle loro case, delle scuole e degli oratori". "Ringrazio – ha aggiunto – il Centro oratori romani che ha organizzato questo significativo pellegrinaggio e benedico di cuore tutti i ‘Bambinelli’". Poi, rivolto ai ragazzi, ha detto: "Davanti al presepe, pregate Gesù anche per le intenzioni del Papa".