EUTANASIA: MONS. NOSIGLIA (VESCOVO DI VICENZA), NO ALLA "MORTE ANTICIPATA"

"Le pur legittime e doverose distinzioni tra accanimento terapeutico ed eutanasia o tra testamento biologico ed eutanasia non possono incoraggiare un percorso di morte anticipata e di sentenza pronunciata dall’uomo su un dono gratuito, qual è quello della vita, il cui inizio e fine spetta solo a Dio deciderlo". A ribadirlo è stato mons. Cesare Nosiglia, vescovo di Vicenza, durante la sua visita all’ospedale civile della città. Il presule, in particolare, ha messo in guardia dalla "tentazione di percorrere vie di morte e non di vita, anche quando la vita sembra inutile, finita, irrimediabilmente perduta e la sofferenza del corpo estrema e devastante. Anche allora, soprattutto allora – ha ammonito il vescovo – resti la viva coscienza dell0anima ad opporsi al rifiuto di vivere", a partire dalla consapevolezza che "ogni persona va sostenuta, amata e curata, senza eccezioni, fino alla fine naturale della vita, non lasciandola sola, alleviando le sue sofferenze con tutti i mezzi leciti possibili, accompagnandola con amore e forza verso quella meta che Dio vorrà e quando Dio vorrà". "E’ questa una legge di natura sancita da Dio nella coscienza di ogni uomo ed assunta da ogni medico come assoluta e inderogabile nella sua professione".