TERRA SANTA: IL MESSAGGIO DI NATALE DEL PATRIARCA DI GERUSALEMME SABBAH (2)

” “"Di fronte a tutto questo il mondo sembra impotente – scrive il patriarca – ciò nonostante affermiamo che tutti e ciascuno, anche i soldati e i capi politici, hanno un potenziale di amore, di salvezza e di vita. Ma per esprimerlo occorre una conversione: dalla morte alla vita, dalla visione dell’altro come nemico e assassino per vederlo come fratello e apportatore di vita". Ai politici, in particolare, Sabbah chiede di "ascoltare la voce degli oppressi, di coloro che sono passati e di coloro che restano minacciati di morte e di umiliazioni, coloro ai quali essi pensano di imporre la morte o l’umiliazione per assicurare la sicurezza all’altra parte". "Betlemme, città della pace, si trova, disgraziatamente, ad essere la città della contesa e della morte. E tuttavia vita e pace sarebbero rese possibili se i responsabili avessero una volontà sincera e decisa. La salvezza sta nel ravvicinamento dei due popoli, non nella loro separazione, salvezza per tutta la regione". "I due popoli sono capaci di vivere insieme in pace e tranquillità – conclude – allora la morte, l’assassinio, la vendetta, il rifiuto e l’estremismo spariranno poco a poco, nella misura in cui non troveranno più alimento nell’oppressione, nell’occupazione, nella povertà e nell’umiliazione".” “