Il Cnca, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, si unisce all’appello lanciato dalla Lila riguardo al tragico incendio avvenuto in una "clinica-carcere" russa la notte tra l’8 e 9 dicembre scorso, durante il quale hanno perso la vita 43 donne tossicodipendenti, più 2 infermiere. La Lila invita a mandare fax di solidarietà o firmare on line la petizione indirizzata al governo e all’ambasciata russa (http://itpcru.org/en/moscow_tragedy) "perché sia fatta giustizia e sia cambiata la politica russa nel trattamento delle tossicodipendenze, introducendo il principio della riduzione del danno". Il Cnca, ricordando che le donne sono morte "a causa delle sbarre e dei lucchetti che ne hanno impedito la fuga dai locali in cui erano di fatto recluse", invita tutti gli addetti ai lavori, "e il governo italiano in primis, ad adoperarsi per sostenere i Paesi dell’Est Europa in un processo di ridefinizione delle politiche sociali che garantisca il rispetto della dignità e della libertà delle persone tossicodipendenti". In Russia sono stimati almeno 1 milione di consumatori di eroina, una presenza, sottolinea il Cnca, che "non può essere affrontata privilegiando risposte di tipo autoritario e sanitario-contenitivo, di cui abbiamo conosciuto già, nel nostro Paese, gli esiti devastanti".