"In Avvento ha detto il Papa -la liturgia ci ripete spesso e ci assicura, quasi a vincere la naturale nostra diffidenza, che Dio ‘viene’: viene a stare con noi, in ogni nostra situazione; viene ad abitare in mezzo a noi, a vivere con noi e in noi; viene a colmare le distanze che ci dividono e ci separano; viene a riconciliarci con Lui e tra di noi". Insomma, viene "a bussare alla porta di ogni uomo e di ogni donna di buona volontà, per recare agli individui, alle famiglie e ai popoli il dono della fraternità, della concordia e della pace". Perciò, "l’Avvento è per eccellenza il tempo della speranza, nel quale i credenti in Cristo sono invitati a restare in un’attesa vigilante ed operosa, alimentata dalla preghiera e dal fattivo impegno dell’amore". Per vivere bene l’Avvento, "la liturgia ha spiegato – ci esorta a guardare a Maria Santissima": "lasciamoci attrarre dalla sua bellezza", perché "il Dio che viene" trovi in ognuno di noi un cuore buono e aperto, che Egli possa colmare dei suoi doni. Dopo l’Angelus, il Papa ha salutato le "ragazze del Movimento dei Focolari, venute da vari Paesi d’Europa e dell’America Latina per un incontro di formazione" e "la squadra di pallacanestro in carrozzina dell’Associazione sportiva disabili" di Vicenza.