“la difesa della vita, dall’inizio alla fine, deve essere considerata un valore assoluto e riconosciuta come fondamento costitutivo della umana convivenza e della comunità nazionale”: lo ribadisce il presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci), Vincenzo Saraceni, in una nota diffusa questa mattina prendendo spunto dal caso Welby. “Un dibattito serio, equilibrato e onesto su un tema delicato come l’eutanasia afferma Saraceni – non può essere affrontato sull’onda di situazioni emotivamente coinvolgenti, come il drammatico caso di Piergiorgio Welby”. L’AMCI, per bocca del suo presidente nazionale, "rinnova l’appello al Paese lanciato da ‘Scienza e Vita’ a discutere del tema dell’eutanasia in un clima di maggiore serenità, consapevolezza e senza strumentalizzazioni di sorta. A proposito di cure forzate o eccessive, Saraceni aggiunge: "Dovere del medico è verificare se esistano le condizioni di un accanimento terapeutico e, di conseguenza, predisporre quanto necessario per accompagnare il paziente a una morte naturale serena e dignitosa, sospendendo terapie ormai inutili".