IMMIGRAZIONE: CARITAS DI ROMA, I 25 ANNI DEL CENTRO DI ASCOLTO. SERVONO “PIÙ DIRITTI DI CITTADINANZA” (2)

Il 79% degli stranieri che si sono rivolti al Centro era in condizione di irregolarità, ha quindi chiesto alla Caritas consulenza per le pratiche di regolarizzazione. Per il 15,6% si trattava di stranieri con permessi di soggiorno per motivi di lavoro o di famiglia. Tra le richieste materiali emerge il ricorso a cure mediche (il 32% del totale), seguite dall’alloggio (22%), dall’autorizzazione ad usufruire della mensa Caritas (9%), dall’intermediazione nel mondo del lavoro (8%), dai corsi di lingua e dalla possibilità di usare docce ed indumenti. Durante il convegno è stata presentata anche la prima edizione della “Guida all’orientamento legale dei cittadini stranieri”, un prontuario giuridico che affronta le tematiche più importanti in materia di immigrazione e di asilo, rivolto agli operatori sociali. “Il processo di integrazione procede in modo diversificato – ha detto mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma -. Da una parte, per gli aspetti legati all’economia, al mondo del lavoro, alla scuola, ai consumi, gli stranieri in Italia sono una componente importante e radicata della società; dall’altra, il processo integrativo non ha eguale riscontro per i diritti di cittadinanza. Occorre aumentare gli sforzi per favorire la partecipazione democratica dei cittadini stranieri, e incentivare il sostegno alle famiglie”.