CINA: HARRY WU, "FAR CONOSCERE LA REALTÀ DEI LAOGAI"

"La mia unica ‘colpa’ è stata criticare l’invasione dell’Ungheria da parte dei sovietici": per avere espresso questo parere, a 22 anni, Harry Wu, presidente della Laogai foundation di Washington, è stato arrestato ed ha passato 19 anni in dodici diversi laogai. Lo ha raccontato, stamattina, nell’incontro svoltosi a Roma sui campi di concentramento cinesi. "La mia – ha chiarito – non è una storia speciale. Sono soltanto uno dei milioni di persone finite nei laogai come controrivoluzionari. Nei primi due anni di prigionia pensavo ancora alla mia famiglia e alla mia fidanzata, poi non sono riuscito a pensare più a niente: concentravo tutte le mie energie per lavorare e guadagnarmi da mangiare". Nei laogai si lavora 16 ore al giorno e il cibo, sempre inadeguato, è somministrato in proporzione al lavoro eseguito. "Liberato nel 1979, nell’85 si è trasferito in Usa: "Negli ultimi 16 anni – ha raccontato – mi sono impegnato a far conoscere la realtà dei laogai, in cui le due categorie più rappresentate sono i preti cattolici e i monaci tibetani". Harry Wu ha anche detto che è molto difficile sapere il numero delle esecuzioni eseguite in Cina, perché adesso avvengono in segreto. "Non essendoci una rete ufficiale di donatori in Cina – ha denunciato – la maggior parte degli organi utilizzati nei trapianti sono prelevati dai corpi dei condannati".