CONVIVENZE E FAMIGLIA: DIOCESI DI PADOVA, UNA MOZIONE “FUORVIANTE”

” “”Pur non rappresentando in termini concreti un’apertura verso il riconoscimento giuridico delle unioni di fatto, la mozione riveste una valenza simbolica” da non sottovalutare, “soprattutto per i suoi risvolti culturali, sociali ed educativi, oltre naturalmente a quelli specificamente cristiani”. Così la diocesi di Padova commenta la mozione approvata lo scorso 4 dicembre dal Consiglio comunale, a sostegno del riconoscimento di diritti alle persone che vivono in convivenze non matrimoniali. “Ci sono anzitutto delle questioni di merito legate alla mozione stessa che da una parte riconosce il primato indiscutibile della famiglia fondata sul matrimonio, così come la definisce la nostra Costituzione (art. 29); dall’altra assume la definizione molto ampia e generica di famiglia anagrafica per darle un significato che va ben oltre il senso inteso dalla legge del 1954” spiegano dalla diocesi in una nota diffusa oggi. “Questo ci sembra un passaggio indebito che porta a chiamare famiglia tutto e il contrario di tutto”, mentre “i riferimenti alle norme costituzionali” rischiano “di essere fuorvianti perché tentano di riempire di contenuto costituzionale una norma regolamentare, neppure di rango legislativo”. (segue)” “