"Vero, giusto, bello sono vocaboli dell’etica che pretendono validità universale e che diventano punto di riferimento irrinunciabile nell’attuale mondo dei media". È quanto ha affermato mons. Dario Edoardo Viganò, consigliere ecclesiastico dell’Aiart (associazione spettatori onlus), intervenendo questo pomeriggio alla 18ª assemblea generale dell’associazione (Roma, 7-9 dicembre). Tema dell’assemblea: "I media, a misura del vero, del giusto e del bello". Presentando i "vari modelli morali elaborati fino ad oggi", mons. Viganò ha sottolineato come "l’etica contemporanea si trova a fare i conti con il problema del senso che oggi sempre più viene compreso quale efficacia di una prestazione. Ci troviamo, infatti – ha spiegato Viganò – in un’epoca nella quale gli strumenti tecnologici facilitano la vita. Oggi conoscere una cosa significa anche saperla fare". A questo livello, ha proseguito Viganò, "il tema dell’assemblea diventa richiamo forte a riabilitare nel vocabolario dell’etica i termini « vero, giusto e bello» che il mondo dei media – e della televisione in particolare pare abbia definitivamente estromessi". (segue)