"L’azione dell’Aiart nel riabilitare nel vocabolario dell’etica i termini «vero, giusto e bello» si rivolge – ha spiegato mons. Viganò – non solo agli operatori, ai responsabili dei media, tra cui anche il governo, ma anche ai fruitori". Infatti, ha detto Viganò, "esiste un’etica dei fruitori che prevede una serie di possibilità: dalla scelta dei programmi alla scelta di spegnere la tv. Vorremmo che questo non succedesse perché sarebbe sintomo di una tv non ancora a misura del vero, del giusto e del bello. Ma se la decisione drastica di spegnere la tv generasse un ripensamento serio e responsabile, ben venga anche questa azione estrema".La 18ª assemblea generale dell’Aiart si è aperta oggi pomeriggio con la convocazione di un’assemblea straordinaria per l’approvazione delle modifiche statutarie; per oggi sono previsti anche gli interventi del presidente del Senato Franco Marini e del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. I lavori riprenderanno domani con la celebrazione della messa presieduta da mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio Cei delle comunicazioni sociali e si concluderanno sabato 9 dicembre con le operazioni di voto per il rinnovo delle cariche sociali.