” “”Protestantesimo e cattolicesimo costituivano, all’epoca di Bonhoeffer, due mondi spirituali e teologici molto poco comunicanti, entrambi caratterizzati da un forte senso di autosufficienza”: è la premessa posta da Fulvio Ferrario, della Facoltà valdese di teologia di Roma, nel suo intervento su “Bonhoeffer e il cattolicesimo” tenuto al convegno in corso a Vercelli (fino a domani) nel centenario della nascita del teologo luterano, per iniziativa dell’Università del Piemonte Orientale. Secondo Ferrario, “non si può dire che, in un simile quadro, Bonhoeffer tracci le coordinate di un nuovo e diverso paradigma. A differenza del protestantesimo e della teologica evangelica europei, tuttavia, egli si lascia interrogare dal cattolicesimo”. “Il contributo decisivo di Bonhoeffer – ha proseguito Ferrario – al confronto ecumenico tra protestantesimo e cattolicesimo verrà offerto dopo la sua morte”. La sua figura, infatti “è di per sé tale da resistere a ogni accaparramento confessionale; la ricerca su di lui sarà condotta con pari passione e investimento di competenze su entrambi i fronti”. “Le parole nuove – ha concluso Ferrario – con le quali dire la fede che Bonhoeffer cercava non sembrano, per molti aspetti, ancora giunte. Anche, e proprio per questo, la Chiesa, le Chiese, sono grate al Signore per questo doctor communis che insegna loro a perseverare nella ricerca e nell’attesa”.” “