POVERTÀ: MONS. MIGLIORE (SANTA SEDE) ALL’ONU, "LA REALTÀ CHIEDE UN RINNOVATO SFORZO ALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE"

"È vero che la proporzione della popolazione mondiale che vive in estrema povertà si è abbassata dal 40% al 21% tra il 1981 al 2001", ma ci sono ancora "molti Paesi e popoli che vivono con alti livelli di povertà". La loro situazione "chiede oggi un rinnovato sforzo alla comunità internazionale". È un grido di allarme e un appello accorato quelli lanciati ieri dall’Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, mons. Celestino Migliore, alla 44ª Sessione della Commissione per lo sviluppo sociale del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite che si è riunita per valutare i risultati raggiunti tra il 1997 e il 2006 per lo sradicamento della povertà. Sebbene – ha detto mons. Martino, il cui intervento è stato diffuso oggi dalla Sala Stampa Vaticana – il rapporto "giustamente sottolinea il progresso incoraggiante che è stato fatto nella riduzione della povertà in molti Paesi dell’Asia, esso mette in evidenza un quadro globale misto, con l’area dell’Africa sub-sahariana che ha fatto poco o nessun progresso nella riduzione dell’incidenza della povertà rispetto agli anni ’90". Secondo le proiezioni, "solo otto Paesi africani potranno dimezzare" entro il 2015 il grado di povertà e, come ha fatto rilevare la Banca mondiale, "la scala di privazione continua ad essere allarmante come il numero di africani che vivono con meno di un dollaro al giorno che sono quasi raddoppiati rispetto al 1980 passando da 156 milioni a 315 milioni". Tre i provvedimenti suggeriti dal rappresentante vaticano: miglioramento degli scambi commerciali, il raddoppiamento degli aiuti, l’ulteriore riduzione del debito. ” “