” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana. Sciolte le Camere inizia ufficialmente la campagna elettorale, di fatto aperta da lungo tempo, attraverso già più di un appuntamento elettorale intermedio. Ma le politiche sono un’altra cosa. Prima di tutto in termini di affluenza alle urne. E qui sta il primo, vero nodo. Tutti e due gli schieramenti hanno come primo obiettivo quello di evitare l’astensionismo da delusione o disillusione. E’ proprio questo fenomeno infatti che, nella gran parte dei paesi democratici determina le "alternanze per disperazione" che si sono succedute in questi ultimi anni un po’ dappertutto. Salvo in Gran Bretagna, grazie alla leadership di Blair, capace di conciliare e rappresentare un ampio spazio sociale e programmatico, e in Germania, dove l’elettorato ha sancito la necessità di una grosse koalition per guidare il paese in un delicato passaggio di ristrutturazione e di rilancio.” “L’obiettivo dei due schieramenti, nelle prime elezioni senza alcun "terzo polo", che si svolgono secondo un sistema elettorale neo-proporzionale, è dunque innanzi tutto mobilitare il proprio elettorato e in secondo luogo conquistare gli indecisi, che si valutano intorno al 15% del corpo elettorale. Occorre quindi da un lato raggiungere tutti e qui sono utili anche i toni forti e gridati dall’altro persuadere l’elettorato o più distratto o più esigente – sul limitare della cabina elettorale. ” “La politica, in una società del consumo e della comunicazione globali, ha nuove regole e nuovi stili, un nuovo packaging cui peraltro i protagonisti italiani si sono rapidamente adattati. Ma il punto non è questo.” “E’ piuttosto rendersi conto che la politica non si risolve nella comunicazione politica: i contenuti contano, eccome se contano. ” “C’è qui una grande e sempre nuova responsabilità del sistema della comunicazione e dei suoi operatori a tentare di dare spessore a quel tessuto comune, a quegli interessi permanenti della società e dunque del Paese, compaginati a sistema che vengono prima degli schieramenti. ” “Come ha ribadito il Consiglio permanente della Cei e come faranno la Chiesa e i cattolici italiani, stimolando nello stesso tempo gli schieramenti a "quei contenuti irrinunciabili che sono fondati sul primato e la centralità della persona umana e sul perseguimento del bene comune" ed alle connesse responsabilità. Con una speciale attenzione, "nelle scelte degli elettori e poi nell’esercizio delle loro responsabilità da parte dei futuri parlamentari, a non introdurre normative che non rispondono ad effettive esigenze sociali, e invece compromettono gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale".