Dopo la protesta dei portuali, che ha accompagnato la sessione plenaria di gennaio del Parlamento Ue, Strasburgo torna ad essere teatro di una manifestazione sindacale. Sono infatti attesi per domani migliaia di dimostranti provenienti da diversi paesi comunitari, mobilitati dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces la sigla francese, Etuc quella inglese), per protestare contro la direttiva servizi (ex Bolkestein), che sarà discussa e votata dall’Assemblea in questa tornata. "La Ces vuole un’Europa sociale più forte spiega il segretario generale dell’organizzazione, l’inglese John Monks -, un più efficace modello sociale europeo e certamente non questa direttiva". La manifestazione comprenderà un corteo per le vie della città, alcuni discorsi ufficiali e momenti musicali. Nel tardo pomeriggio lo stesso Monks incontrerà i giornalisti nella sede del Parlamento. La direttiva, che ha alle spalle una lunga elaborazione e che attende il via libera dell’Aula, intende creare un mercato unico per il settore servizi, il quale rappresenta una parte consistente dell’economia Ue. I sindacati temono "una eccessiva liberalizzazione del settore" e "l’erosione dei diritti sociali e del lavoro". La Ces contesta in particolare il "principio del paese d’origine" e chiede l’esclusione dal campo d’azione della normativa del diritto del lavoro e tutti i servizi di interesse generale.