L’Apostolato del mare ha tra i suoi temi anche quello della pesca, con oltre 200 milioni di persone che vivono di questa attività. “Lo tsunami – si legge nella dichiarazione – ha reso il mondo maggiormente consapevole della situazione dei pescatori”. L’Apostolato del mare ha immediatamente risposto all’emergenza maremoto nel sud-est asiatico prendendosi cura degli “esclusi” dai principali piani delle grandi agenzie di finanziamento, anche se “la mancanza di reti e di una casa – fa notare – restano, a tutt’oggi, un grave problema”. Ma sono soprattutto le condizioni a bordo dei pescherecci, denuncia, a rasentare “livelli disumani”: “Nonostante questa professione sia considerata tra le più pericolose al mondo, la mancanza di un appropriato equipaggiamento di salvataggio e di un’adeguata formazione è problema di urgente preoccupazione”. Continua, inoltre, “il reclutamento illegale dei membri degli equipaggi della navi da pesca, mentre sfruttamento e maltrattamenti sono diffusi. Ci sono poi intere comunità di pescatori migranti privi di documenti che soffrono continui soprusi”. Tra le notizie positive, è allo studio la creazione di un Centro per i diritti dei pescatori a Manila, con il compito di raccogliere dati, informare e dare assistenza legale. Il XXII Congresso mondiale dell’Apostolato del mare si svolgerà a Gdynia, in Polonia, dal 24 al 29 giugno 2007, mentre la prossima riunione dei coordinatori nel gennaio 2008.