PAPA IN TURCHIA: BIANCHI (BOSE), UN GESTO “TOCCANTE E COINVOLGENTE”

“L’annuncio del viaggio” di Benedetto XVI in Turchia, in programma dal 28 al 30 novembre, “segna la volontà comune di dialogo, più forte dei gesti di odio” e dimostra, “ancora una volta, che il sangue dei martiri è seme dei cristiani”. Così Enzo Bianchi, priore della comunità ecumenica di Bose, in una riflessione pubblicata oggi su SIR Italia, commenta la notizia della visita del Papa a Costantinopoli, diffusa a pochi giorni di distanza dalla tragica morte di don Andrea Santoro a Trebisonda. Il viaggio era già stato programmato nel novembre 2005 e successivamente rimandato per le difficoltà sollevate dal governo turco. “Un ritardo diplomatico” nel quale Bianchi vede “un segno provvidenziale”. “Fin dal suo primo discorso – rammenta il priore di Bose -, Benedetto XVI ha annunciato la sua ferma volontà di proseguire il cammino ecumenico, dicendosi intenzionato a porre anche segni e gesti concreti per far avanzare la Chiesa verso l’unità voluta dal suo Signore”, e quale gesto è “più toccante e coinvolgente del ritrovarsi con una Chiesa sorella riconoscendo insieme che, ancora una volta, il sangue dei martiri è seme dei cristiani?”. “Sì – conclude Bianchi – sta per essere scritto un altro capitolo di quel ‘Libro dell’amore’ che riconduce Roma e Costantinopoli all’unico Amore che fonda la fede cristiana, quello del Signore Gesù che ha tanto amato il mondo da dare per esso la sua vita”.