Oltre che cristiani, quelli espressi dal Crocifisso "sono valori civili e pienamente laici", che "non sono ne non possono essere considerati esclusivi di una o di un’altra comunità o confessione religiosa". E’ il commento di mons. Franco Costa, vicario episcopale per la catechesi e direttore dell’Ufficio scuola della diocesi di Padova, all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che conferma la legittimità dell’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. Quella del Crocifisso, spiega mons. Costa, "è la fede che parla del volto di un Dio che non mortifica la libertà della coscienza e dell’uomo ma provoca tutti alla fraternità universale". "In questa fede prosegue riconosciamo sussistere fondamentali principi di laicità della nostra Costituzione: ciascuno deve essere responsabile in coscienza delle sue azioni, la coscienza personale non può sottrarsi alla fatica di cercare e ricercare la verità". L’uomo appeso al legno, aggiunge il vicario di Padova, è anzitutto "icona del dolore umano, una prova che segna l’esistenza di ognuno, dal venire alla luce al suo morire. E’ perciò stesso un’immagine che invita alla pietà dell’uomo verso l’uomo e che fa da sponda alla disperazione umana. Il crocifisso è ancora", per chiunque ricordi la vicenda storica di Cristo, "la denuncia del limite di ogni giustizia terrena". Anche se il Crocifisso "è certamente anche un simbolo religioso, quanto mai eloquente e caro al popolo cristiano", conclude mons. Costa, quelli che esprime sono "valori civili e pienamente laici", che "non sono e non possono essere considerati esclusivi di una o di un’altra comunità o confessione religiosa".