Le Chiese chiamano tutti i loro membri ad agire su vari fronti. Il primo "impegno" è per "l’eliminazione della povertà e dell’ineguaglianza, sviluppando economie di solidarietà". Riguardo al commercio, le Chiese chiedono "giustizia nelle relazioni commerciali internazionali" e una più stretta collaborazione "con i movimenti sociali perché gli accordi siano giusti, duraturi e democratici". Al punto "Finanza", le Chiese chiedono, oltre "all’annullamento incondizionato del debito", anche "una regolamentazione dei mercati finanziari mondiali" e che "gli investimenti siano orientati in direzione di affari che rispettano la giustizia sociale e l’ecologia". No anche a quelle banche e istituti che operano speculazioni e incoraggiano l’evasione fiscale. L’appello contiene poi tutta una serie di impegni a favore di un utilizzo ecologico della terra e delle risorse naturali. Richiamando il tema dell’Assemblea – "Signore, con la tua grazia, trasforma il mondo" l’appello si conclude dicendo che "il processo di trasformazione esige da noi, in quanto Chiese che ci riconosciamo responsabili davanti alle vittime del processo di mondializzazione economica".