” “I cappellani olimpici svolgono un ruolo importante durante i giochi olimpici. Lo confermano ai microfoni di "Primaradio", l’emittente salesiana, due preti che da anni seguono gli sportivi. Don Bernhard Maier, dal 1982 cappellano del team austriaco, racconta le sue giornate con gli atleti durante i giochi: “Vivo a stretto contatto con loro, li conforto, chiedo come stanno, visito chi è ammalato, molti mi chiedono di confessarsi". Per il salesiano è la messa uno dei momenti centrali, anche se occorre fare i conti con il poco tempo libero dei campioni. “Uno dei miei compiti – sottolinea – è proprio quello di motivare la loro partecipazione. Nella squadra olimpica austriaca sono numerosi i cattolici, quasi tutti hanno ricevuto un’educazione cattolica”. Il cappellano seguirà anche le paraolimpiadi: “La pastorale con questi atleti che hanno saputo sfidare e superare l’handicap, è molto bella, sono coraggiosi, felici, ridono sempre e hanno tanto coraggio di vivere nonostante i loro problemi". Anche don Edvard Plen, cappellano degli atleti polacchi da sei anni, seguirà per un periodo le paraolimpiadi: ogni giorno, nei villaggi olimpici e sulle piste, accompagna e sorregge anche solo con una parola gli sportivi per aiutarli a non sentirsi soli.” “Intanto, nella Torino Olimpica oltre duemila persone in una settimana hanno firmato il gigantesco libro della “Tregua Olimpica”, testimoniando con il proprio nome la volontà di contribuire alla ricerca della pace tra le nazioni. Fu il Comitato internazionale olimpico a far rivivere, nel 1992, l’antichissimo uso della tregua.” “