Il Papa ha commentato, nell’omelia, l’episodio di Maria e Giuseppe che presentano Gesù al tempio, incontrando Simeone ed Anna, i quali "riconoscono in quel Bambino il Messia tanto atteso e profetizzano su di Lui". Gesù, ha spiegato il Santo Padre, "viene a Gerusalemme per entrare in atteggiamento di obbedienza nella casa di Dio". Maria viene "mostrata nell’atto di offrire il Figlio: un’offerta incondizionata che la coinvolge in prima persona". "Portando il Figlio a Gerusalemme ha sottolineato -, la Vergine Madre lo offre a Dio come vero Agnello che toglie i peccati del mondo; lo porge a Simeone e ad Anna quale annuncio di redenzione; lo presenta a tutti come luce per un cammino sicuro sulla via della verità e dell’amore". Il vecchio Simeone, invece, "riconosce il Salvatore, ma intuisce nello Spirito che intorno a Lui si giocheranno i destini dell’umanità, e che dovrà soffrire molto da parte di quanti lo rifiuteranno". La profetessa Anna, inoltre, "donna saggia e pia che interpreta il senso profondo degli eventi storici e del messaggio di Dio in essi celato" può “lodare Dio” e parlare “del Bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (Lc 2,38). Benedetto XVI ha concluso l’omelia salutando e ringraziando tutte le persone che hanno "abbracciato la vocazione di speciale consacrazione". "Il Signore ha detto loro – rinnovi ogni giorno in voi e in tutte le persone consacrate la risposta gioiosa al suo amore gratuito e fedele".