DIOCESI: A PALERMO INCONTRO ESORCISTI PER CAPIRE SE “PATOLOGIE O AZIONI STRAORDINARIE DEL MALIGNO"

Sembrava una pratica arcaica o al massimo rimasta in vigore solo in alcune zone dell’Italia: invece, il "maleficio" (sotto le sue varie forme, tra cui la fattura o il malocchio) è ancora "molto diffuso" e "non solo nelle regioni meridionali, ma in maniera trasversale" sul territorio. Lo dice al Sir don Gabriele Nanni, esorcista e dottore in diritto canonico, che oggi aprirà a Palermo il secondo incontro di formazione dei circa 40 esorcisti delle 18 diocesi siciliane, organizzato dalla Conferenza episcopale Siciliana (Cesi). Al centro dell’incontro, i "criteri di discernimento" in maniera di possessioni diaboliche, per offrire agli esorcisti "gli strumenti per capire se ci si trova di fronte a patologie o ad azioni straordinarie del maligno", spiega Fra Benigno dei Frati Minori Rinnovati, incaricato della Cesi per questi incontri. Don Nanni elimina un pregiudizio: "Coloro che fanno ricorso ad un esorcista sono soprattutto persone che temono di avere un attacco, o che subiscono attacchi ordinari del maligno; rari i casi di vera e propria possessione diabolica e di azione straordinaria del maligno, ma ancora più rari – pochissimi – i casi di patologie psichiche". Alla domanda su eventuali differenze tra ieri e oggi don Nanni risponde: "Nelle testimonianze dei secoli passati, sia pagane che cristiane,  fino alle cronache del ‘600 e dell’800, tutti i fatti riportati sono incredibilmente simili, a volte identici, a quelli che riguardano le persone che vengono da noi ogni giorno".